Aree idonee fotovoltaico 2026: cosa cambia con la Legge 4/2026

La Legge 15 gennaio 2026 n. 4 (conversione del D.L. 175/2025) ha modificato il Testo Unico FER (d.lgs. 190/2024) ridefinendo il perimetro delle aree idonee per gli impianti fotovoltaici. Per i proprietari di terreni agricoli e industriali, conoscere queste regole significa sapere se il proprio fondo è valorizzabile.

Cosa sono le aree idonee fotovoltaico

Le aree idonee sono zone del territorio nazionale nelle quali l’installazione di impianti da fonti rinnovabili (FER) è facilitata normativamente: i Comuni non possono opporre divieti automatici e le procedure autorizzative sono semplificate. Essere in un’area idonea non garantisce l’autorizzazione automatica, ma crea una presunzione di favore per l’insediamento dell’impianto.

Il Testo Unico FER, modificato dalla Legge 4/2026, distingue due categorie: le aree idonee ‘ex lege’ (automaticamente qualificate dalla norma statale) e le aree idonee individuate dalle Regioni entro le quote percentuali sulla Superficie Agricola Utilizzabile (SAU).

Le aree idonee ex lege: cosa include la Legge 4/2026

L’articolo 11-bis del Testo Unico FER definisce le aree automaticamente idonee. Le principali novità introdotte dalla Legge 4/2026:

Solar Belt estesa a tutti gli impianti industriali

La Solar Belt, la fascia di 500 metri che rende idonei i terreni circostanti, è stata estesa da impianti ad alto impatto ambientale a tutti gli impianti industriali, tranne quelli destinati alle produzioni agricole. Il TAR Toscana (sentenza 991/2026) ha confermato che le cabine primarie ad alta/media tensione rientrano in questa categoria. In pratica, molti più terreni sono ora in Solar Belt rispetto al quadro normativo precedente.

Aree industriali, artigianali e commerciali

Le aree classificate come industriali, artigianali, commerciali o logistiche nei Piani Regolatori sono automaticamente idonee, indipendentemente dalla vicinanza a infrastrutture. Questo include capannoni industriali dismessi, cave, aree di stoccaggio.

Cave, miniere e discariche

Il Consiglio di Stato (sentenza 4201/2026) ha confermato che cave e miniere rientrano nei punti di riferimento per il calcolo della fascia di idoneità dei 500 metri. Un terreno vicino a una cava non è inidoneo, al contrario, la cava lo rende potenzialmente idoneo ex lege.

Aree lungo infrastrutture lineari

Terreni nelle fasce di rispetto di autostrade, ferrovie e gasdotti sono generalmente inclusi nelle aree idonee ex lege, con parametri di distanza definiti dal decreto.

I limiti introdotti dalla Legge 4/2026 sulla SAU

La Legge 4/2026 ha introdotto un limite percentuale sulla Superficie Agricola Utilizzabile (SAU): le Regioni devono individuare aree idonee comprese tra lo 0,8% e il 3% della SAU effettivamente coltivata. Questo vincolo serve a contenere il consumo di suolo agricolo. Le Regioni hanno 120 giorni dall’approvazione della legge per definire le proprie quote e mappare le aree idonee.

Nota: Il limite del 3% sulla SAU si calcola al lordo degli impianti agrivoltaici già installati. L’agrivoltaico non erode il plafond disponibile per i nuovi impianti.

Cosa NON possono fare i Comuni sulle aree idonee

La giurisprudenza 2026 è chiara su questo punto: i Comuni non possono opporre divieti automatici nelle aree idonee, né svuotare la norma statale con restrizioni locali. Le sentenze più rilevanti:

  • TAR Marche 117/2026: prescrizioni così gravose da rendere l’impianto irrealizzabile equivalgono a un diniego sostanziale.
  • TAR Sicilia 1517/2026: la vicinanza a un vincolo non è ostacolo insormontabile: il Comune deve attivare una conferenza di servizi, non rifiutare direttamente.
  • Consiglio di Stato 4201/2026: il limite regionale del 10% sulla SAU, applicato automaticamente, è decaduto. Ogni caso va valutato nel merito.

Approfondimento completo sulle sentenze: vedi l’articolo “Diniego fotovoltaico illegittimo: le sentenze TAR 2026” sul blog EPICO.

Come verificare se il tuo terreno è in un’area idonea

  1. Consultare la piattaforma MASE (in fase di aggiornamento con la nuova normativa): raccoglie le mappe delle aree idonee regionali.
  2. Verificare il Piano Regolatore del Comune per la destinazione urbanistica del fondo.
  3. Controllare la distanza da infrastrutture (cabine elettriche, impianti industriali, autostrade) sulle mappe catastali.
  4. Analizzare i vincoli paesaggistici e ambientali (D.Lgs. 42/2004, Natura 2000, SIC, ZPS).
  5. Richiedere una verifica preliminare gratuita a un operatore come EPICO, che effettua questa analisi per tutti i terreni valutati.

Implicazioni pratiche per i proprietari di terreni

Per un proprietario di terreno, sapere se il proprio fondo è in un’area idonea ha un impatto diretto sul valore commerciale: un terreno in area idonea ex lege ha un valore superiore perché riduce i rischi autorizzativi per l’operatore, che può quindi offrire un canone più alto o un prezzo di acquisto più elevato.

D’altro canto, essere fuori da un’area idonea ex lege non esclude automaticamente la possibilità di un impianto: il modello agrivoltaico è sempre ammesso in zona agricola (con i requisiti tecnici della Legge 4/2026), e le Regioni possono individuare ulteriori aree idonee entro il 3% della SAU.

Domande frequenti

Un terreno in area idonea viene autorizzato automaticamente?

No. L’area idonea crea una presunzione di favore, non un’autorizzazione automatica. Il TAR Lazio (sentenza 4135/2026) ha chiarito che l’idoneità non esclude la necessità di una valutazione paesaggistica puntuale. Ogni progetto viene comunque valutato nel merito dalle autorità competenti.

Cosa succede se il mio terreno non è in un’area idonea?

Non è escluso dal mercato fotovoltaico. L’agrivoltaico è sempre ammesso in zona agricola (Legge 4/2026), indipendentemente dalla classificazione dell’area. Inoltre, le Regioni possono individuare nuove aree idonee entro il 3% della SAU. EPICO valuta ogni terreno caso per caso.

Quando le Regioni pubblicheranno le mappe delle aree idonee aggiornate?

La Legge 4/2026 ha fissato un termine di 120 giorni dall’approvazione (gennaio 2026) per l’individuazione regionale delle aree. Alcune Regioni erano già in ritardo rispetto ai termini precedenti. La piattaforma MASE è in fase di aggiornamento. EPICO monitora costantemente l’evoluzione regionale.

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