Agrivoltaico lavanda zafferano apicoltura: il progetto EPICO e la ricerca di un agronomo!

EPICO sta sviluppando un nuovo impianto agrivoltaico in Centro Italia da 5 a 10 MW elettrici. Non si tratta di un fotovoltaico a terra convenzionale: il progetto integra pannelli sopraelevati su tracker con coltivazioni biologiche di pregio, lavanda, lavandino, piante officinali e zafferano, prato permanente per impollinatori e la possibilità di inserire un allevamento apistico e ovino.

Per portare avanti il progetto cerchiamo un agronomo con esperienza specifica su impianti agrivoltaici analoghi, a cui affidare un incarico professionale strutturato.

Il progetto: agrivoltaico con tracker e colture biologiche di pregio

L’impianto che stiamo sviluppando è pensato per dimostrare che produzione energetica e attività agricola non solo possono coesistere, possono rafforzarsi a vicenda.

La configurazione prevede pannelli fotovoltaici installati su tracker monoassiali a inseguimento est-ovest, con altezza media sull’asse di rotazione di almeno 130 cm (opzione fino a 150 cm). Questa scelta tecnica è determinante: i tracker consentono di modulare l’ombreggiamento durante la giornata, creando un microclima favorevole a specifiche colture che beneficiano di una riduzione della radiazione diretta nelle ore più calde.

Le colture previste:

  • Prato permanente con essenze per gli impollinatori: funzione ecologica e produttiva, base per l’integrazione apistica
  • Lavanda e lavandino (Lavandula angustifolia e Lavandula x intermedia): in regime biologico, colture ad alto valore aggiunto, adatte all’ombreggiamento parziale e al clima del centro Italia
  • Piante officinali o zafferano (Crocus sativus): in coltivazione biologica, colture di pregio con mercato consolidato, compatibili con la morfologia dell’impianto agrivoltaico
  • Pascolo ovino e/o apicoltura: gestione integrata del sottoimpianto con possibilità di inserimento arnie e greggi

La scelta di colture biologiche di alto valore non è solo agronomica: è strategica. Consente di dimostrare in modo verificabile la continuità produttiva del fondo e di superare la soglia dell’80% della PLV richiesta dalla normativa vigente, pur in presenza dell’impianto fotovoltaico.

Perché lavanda, zafferano e piante officinali si prestano all’agrivoltaico

Non tutte le colture sono compatibili con la presenza di pannelli sopraelevati. La scelta di lavanda, piante officinali e zafferano non è casuale.

Lavanda e lavandino tollerano bene l’ombreggiamento parziale, anzi, in alcune condizioni climatiche (estati calde e secche, tipiche del centro Italia) la riduzione della radiazione diretta nelle ore centrali della giornata migliora la qualità del prodotto, riducendo lo stress idrico. La lavanda è inoltre una piante mellifera per eccellenza: si integra naturalmente con l’allevamento apistico previsto dal progetto.

Zafferano (Crocus sativus) è una delle colture di maggiore valore aggiunto per superficie in Italia: il bulbo-croco fiorisce in autunno, quando i pannelli solari producono meno e l’ombreggiamento è ridotto. La raccolta degli stimmi avviene manualmente, il che rende la coltura compatibile con le strutture dell’impianto agrivoltaico. In regime biologico, lo zafferano del centro Italia, in particolare Umbria, Abruzzo e Lazio, ha mercati consolidati e prezzi premianti.

Piante officinali (timo, origano, salvia, melissa e simili) si adattano bene ai suoli del centro Italia e resistono all’ombreggiamento parziale. Sono colture a basso fabbisogno idrico, coerenti con la riduzione della disponibilità d’acqua che caratterizza alcune aree dell’Appennino centrale.

Apicoltura e pascolo ovino completano il sistema: le arnie beneficiano della biodiversità floreale del prato permanente e delle essenze officinali, mentre il pascolo ovino gestisce il sottoimpianto riducendo i costi di manutenzione e contribuendo alla PLV complessiva del fondo.

Il quadro normativo: requisiti PLV, superficie agricola e tracker

Il progetto è strutturato per rispettare integralmente i requisiti previsti dal Testo Unico FER (d.lgs. 190/2024, modificato dalla Legge 4/2026) e dalle Linee Guida MiTE sugli impianti agrivoltaici.

I requisiti chiave che l’agronomo incaricato dovrà certificare:

Soglia dell’80% della PLV: la Legge 4/2026 richiede che l’impianto agrivoltaico conservi almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile del fondo rispetto alla situazione precedente all’installazione. La dimostrazione deve avvenire tramite una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato, prodotta prima dell’installazione e verificata dal Comune nei cinque anni successivi alla messa in esercizio.

Superficie agricola minima: almeno il 70% della superficie totale del sistema agrivoltaico (Stot) deve essere destinata all’attività agricola, nel rispetto delle Buone Pratiche Agricole (BPA). La superficie sotto e tra i moduli è inclusa nel calcolo, purché effettivamente coltivata o pascolata.

Altezza dei moduli: i tracker previsti hanno altezza media sull’asse di rotazione di almeno 130 cm (fino a 150 cm). Questo rispetta i requisiti minimi per le attività zootecniche (1,3 m per il passaggio del bestiame) e si avvicina ai 2,1 m richiesti per le colture con macchinari agricoli. Per le colture manuali previste, zafferano, lavanda, officinali, l’altezza di 130-150 cm è compatibile con le operazioni colturali.

Inseguimento est-ovest (tracker monoassiale): i tracker consentono la regolazione dell’angolo di inclinazione, riducendo l’ombreggiamento nelle ore di bassa irradiazione e modulandolo nelle ore centrali. Questo è il requisito tecnico che rende possibile la coltivazione produttiva sotto i pannelli.

Per un approfondimento completo sulla normativa agrivoltaico 2026, vedi l’articolo dedicato su agrivoltaico: cos’è, come funziona e normativa Legge 4/2026.

L’incarico professionale: cosa cerchiamo in un agronomo

Per portare avanti il progetto nella sua fase tecnica e autorizzativa, stiamo selezionando un agronomo con esperienza documentata su impianti agrivoltaici analoghi, preferibilmente in Centro Italia, con conoscenza dei suoli, dei regimi di coltivazione biologica e delle procedure di certificazione PLV.

L’incarico comprende:

  1. Costruzione del modello agronomico: definizione del piano colturale integrato (lavanda/officinali/zafferano + prato permanente + pascolo) che garantisca in modo effettivo e verificabile la permanenza delle attività colturali e pastorali sul sito, per tutta la durata dell’impianto (30 anni).
  2. Verifica e certificazione della soglia PLV: redazione della relazione tecnica asseverata che dimostri il mantenimento di almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile del fondo, come richiesto dalla Legge 4/2026. La relazione deve essere firmata da professionista abilitato e presentabile alla conferenza di servizi autorizzativa.
  3. Piano di monitoraggio agronomico: definizione degli indicatori e delle metodologie di monitoraggio per i cinque anni successivi alla messa in esercizio, come richiesto per gli impianti agrivoltaici avanzati che accedono agli incentivi.
  4. Compatibilità con il layout di impianto: valutazione della compatibilità tra il piano colturale proposto e le caratteristiche tecniche dell’impianto: passo tra i filari dei tracker, ombreggiamento atteso per stagione, accessibilità per le operazioni colturali manuali.
  5. Integrazione apistica e zootecnica: valutazione della fattibilità e del dimensionamento dell’allevamento apistico e del pascolo ovino in relazione alla superficie disponibile e alle colture previste.

Profilo ricercato:

  • Agronomo o dottore agronomo iscritto all’Albo
  • Esperienza documentata su almeno un impianto agrivoltaico con tracker (preferibilmente con colture di pregio o biologiche)
  • Conoscenza dei regimi di coltivazione biologica certificata (Reg. UE 2018/848)
  • Familiarità con le Linee Guida MiTE e con i requisiti del DM MASE 436/2023 per l’agrivoltaico avanzato
  • Disponibilità a produrre la relazione asseverata ai sensi della Legge 4/2026
  • Preferibile localizzazione in Centro Italia (Lazio, Umbria, Toscana, Abruzzo, Marche)

Perché questo modello agrivoltaico è interessante anche per l’agronomo

Un progetto come questo rappresenta un’opportunità professionale di rilievo per un agronomo specializzato nel settore. L’agrivoltaico con colture di pregio in regime biologico è uno dei segmenti più innovativi e documentati del settore rinnovabili, con crescente interesse da parte di enti di ricerca, istituzioni e investitori.

EPICO è un produttore di energia attivo dal 1999, con 60+ impianti di proprietà e un team di 40 tecnici interni. Il progetto è serio, finanziato con capitale proprio e inserito in un piano di sviluppo strutturato. Non si tratta di una fase esplorativa: è un progetto in fase di sviluppo attivo, con localizzazione definita in Centro Italia.

L’agronomo incaricato lavorerà in stretta collaborazione con il team tecnico EPICO, ingegneri, esperti autorizzativi e gestori di impianto, in un contesto professionale strutturato, con un incarico formalizzato e retribuito.

Come candidarsi

Se sei un agronomo con l’esperienza descritta, o se conosci un professionista adatto, puoi contattarci direttamente attraverso il form sul nostro sito o scrivendo a selezione@epico.green con oggetto “Incarico agronomo agrivoltaico Centro Italia”, allegando il curriculum e l’eventuale portfolio di progetti agrivoltaici seguiti.

Il nostro team valuterà le candidature e risponderà entro 5 giorni lavorativi.

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Domande frequenti

Qual è la taglia dell’impianto e dove si trova esattamente?
L’impianto ha una potenza nominale compresa tra 5 e 10 MW elettrici ed è localizzato in Centro Italia. La posizione esatta verrà comunicata all’agronomo selezionato nella fase di approfondimento, dopo una prima valutazione del profilo.

L’incarico richiede la presenza continuativa sul sito?
No. L’incarico prevede sopralluoghi tecnici nella fase di progettazione del piano colturale e di redazione della relazione asseverata, oltre al coordinamento periodico con il team EPICO nelle fasi successive. Non è richiesta presenza continuativa sul sito.

Il progetto prevede l’accesso agli incentivi PNRR per l’agrivoltaico avanzato?
Il progetto è strutturato per soddisfare i requisiti dell’agrivoltaico avanzato (Facility Agrivoltaico GSE, DM MASE 436/2023), inclusa l’integrazione di sistemi di monitoraggio e il mantenimento dell’attività agricola qualificata. L’accesso agli incentivi dipende dall’esito dell’iter autorizzativo e dalla disponibilità delle risorse.

Quali colture sono già definite e quali sono ancora da valutare?
Le colture di riferimento sono lavanda/lavandino, zafferano e/o altre piante officinali in biologico, con prato permanente per impollinatori. L’integrazione di pascolo ovino e apicoltura è prevista ma da dimensionare nell’ambito dell’incarico professionale. Una delle funzioni dell’agronomo è proprio quella di validare e ottimizzare il mix colturale in relazione alle caratteristiche pedoclimatiche del sito specifico.

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